Lettera aperta a ADL: giù le mani dalla nostra festa

Pubblicato il 10 maggio 2017 alle 9:43 da Liberato Ferrara
de laurentiis
Lettera aperta a ADL: giù le mani dalla nostra festa pubblicato il: 2017-05-10 da Liberato Ferrara

Caro Presidente,
mi rendo contro che è difficile per uno come Lei capire il senso di questa lettera. Oggi è il dieci maggio. A Napoli è festa, da 30 anni a questa parte la data è segnata col circoletto rosso sul calendario. Ci commuoviamo ancora al ricordo. Altrove ci prendono in giro, ma noi orgogliosamente rivendichiamo il valore della nostra storia. Quella storia che per lei non esiste, anche se poi di tanto in tanto prova ad appropriarsene.
Il dieci maggio è la festa dei napoletani, Lei non ha nulla a che vedere con questa data. Lo ha ribadito ancora ieri sera quando ha detto, pensando di potersi fare belle, che 13 anni fa comprò, con 33 assegni da un milione di euro, un foglio di carta. Uno si chiede poi perché qualcuno così deficiente da spendere 33 milioni per un foglio di carta improvvisamente diventa oculato subito dopo. Ma lasciamo perdere.
Lui 13 anni fa, facendo l’affare della vita, ha comprato un simbolo, una bandiera dietro la quale c’è la passione di un popolo. E c’era una storia lunghissima di amore. Avesse comprato per 33 milioni un foglio di carta come ha detto, non ci sarebbero stati 60 mila persone al San Paolo il giorno in cui il foglio di carta giocò contro il Cittadella…
Avrebbe fatto più bella figura, ma Lei a queste cose non ci tiene, a tacere in questi giorni. La festa non è sua per due motivi. Il suo Napoli, quel foglio di carta di cui sopra, quello che avrebbe potuto chiamare Partenope o magari Aureliense, ha 13 anni, 30 anni fa lei a stento sapeva che a Napoli c’era un giocatore chiamato Maradona. Per altro ha sempre detto che vincere è da cafoni, da provinciali: che festeggia Lei oggi?
Invece no, ha voluto parlare. Ha negato lo stadio a coloro che hanno regalato ai napoletani un sogno perché sta pensando a come far soldi. L’idea di una partita celebrativa a luglio è una delle cose più squallide che potevano venire in mente. La festa è oggi, se vuole, ma sarebbe strano, si unisca a coloro che andranno a vedere quei calciatori a Casoria, nel tardo pomeriggio. A luglio faccia un grande mercato, presenti a Napoli un paio di grandi calciatori, e non giovani di belle speranze da far crescere “perché alla gente non interessa nulla se si perde qualche punto in campionato per valutare un investimento”, lo stadio lo riempirà lo stesso. Faccia in modo che tra 30 anni noi, o i nostri figli, si possa festeggiare un altro scudetto, un altro dieci maggio.
Ultima considerazione, ma proprio perché certe cose se le tira appresso. Ieri sera ha detto che intende fare di Sarri il Ferguson del Napoli. Magari. Il problema è che Ferguson è rimasto, ed ha vinto tantissimo, tanti anni al Manchester perché ha avuto dalla società i mezzi per allestire sempre squadre fenomenali. Invece di pensare a Sarri per 30 e passa anni al Napoli si interroghi perché i suoi allenatori dopo due anni vogliono andare via…


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